E anco sará a tutti manifesto l'ordine reale che si dovrá tenere nel fare ogni sorte di pagamenti, per cagione de' debiti creati molti anni inanzi, accioché restino fatti con giusta e perfetta sodisfazione; il qual ordine vien dimostrato in molti luoghi del Discorso, e particolarmente nella settima delle dodici utilitadi.

Avvertendo ancora che non sará poi lecito ad alcun prencipe particolarmente commandare ad alcuno delli suoi popoli che debba tôrre le monete nei pagamenti per piú del giusto valore della rata della loro bontade, essendoché ciò sarebbe danno di chi le pigliasse, non potendole poi spendere per li valori medesimi fuori dello Stato di esso prencipe, né che le debba accettare o pigliare per meno del detto giusto valore, perché essi danari fugirebbono e trasportati sarebbono ove per li reali valori si spendessero. E, se simil fatto per il passato forse fosse occorso, tal prencipe debb'essere con giusta ragione escusato, per non esser mai stata mostrata e manifestata da persona alcuna sopra il maneggio delli danari questa regola generale, fondata e stabilita sopra l'indissolubile unione dei sette veri e reali capi principali nel capitolo XLIV descritti, della quale i prencipi ed il mondo se ne siano potuto servire.

Ed il tutto sia a gloria di Gesú Cristo, di Maria Vergine e dei santi della gran cittá del cielo. Con che facendo fine, umilmente baciando la mano a V. S. illustrissima, di tutto cuore me le raccomando e offero.

Da Reggio, il XVII aprile MDLXXXI.

Di V. S. illustrissima affezionatissimo servitore IL PROSPERO.

III

AI LETTORI

IL PROSPERO

Ecco apparir un nuovo lume al mondo di chiari raggi e di giustizia adorno, che scopre la reale e vera forma, come si doverá perfettamente a tutti sodisfare il loro avere, od antico o moderno, e anc'ogni altro, da doversi creare in ciascun luogo. Che fa pales'e noto anc'ad ognuno la regola e la via certa e sicura di tutte le monete far la tassa sotto un ordine solo e concordante; che, dichiarata sopr'il puro e'l fino, dimostri a tutti la ragione vera di spender li danari per il giusto, lasciando in zero i sopranomi incerti. E fa veder ancor l'ordine degno del porre fedelmente le tre note su tutte le monete, che di nuovo fatte saranno sotto i prencipati, di regal potestade ornati e pieni; acciò, col mezo d'esse, si conosca il manifesto prima, e poi l'occulto, cioè il valor e poi la lega e 'l peso: che 'l tutto apporterá bene infinito. E, dovendo seguir perpetua quiete nel general maneggio del danaio, perciò risulterá lode ed onore a tutti quelli che si serviranno dei veri e giusti dogmati proposti; che cagione saran che le monete medaglie resteran perpetuamente. Ora preghi ciascuno per l'autore che Giesú pio gli doni il paradiso.

IV