Territus et dura districtus compede, Serra, fortunam assuetus pauperiemque pati, monstrat uti parto fiat spectabilis auro Parthenope, ut proprias provida noscat opes. Et regi et Regno bene consulit, undique septam erroris potuit qui reserare viam. Regia iam pietas rumpat fera vincula; capto publica iam supplex consulat utilitas. Si sua sic prosunt, videat cum pauca sub arcto carcere, quid si esset multa videre potens?
II
Sonetto del medesimo all'autore
Quasi fiamma che SERRA angusto luoco, s'avvien che per uscir via si procacci, ondeggia intorno, e par ch'il tutto abbracci, e gli è di largo van lo spazio puoco; del tuo molto valor ristretto il fuoco, pur vince di fortuna i duri impacci, e tra gli orrori, le catene e i lacci risplende sí, ch'altrui non sembra un giuoco. Studi giovar, e con remedi nuovi sani ben lunga infirmitá, che pria curò, ma non sanò, medica mano. Cosí il ciel, e chi può, non facci vano del tuo pronto saper l'effetto sia*, come in un tempo dilettando giovi.
* Cosí nel testo [Ed.].