Consono ad un tale perchè, conseguenza inevitabile di esso, è quindi il metodo tenuto, il quale consiste nel dare il più largo sviluppo allo svolgimento sociale, limitandomi a rappresentare del fatto puramente politico, militare, personale, aneddotico solo quel tanto, che spiega o incarna tale svolgimento: la rappresentazione di questo soltanto è infatti il fine delle discipline storiche, giacchè questo solo costituisce il fondo della storia umana, in questo si trova la sostanza che elaborata collettivamente da un popolo attraverso alle forme più varie e sotto le parvenze più individuali dei geni e degli eroi, vien tramandata col nome di civiltà ad altre generazioni, ad altre genti, ad altri lidi per suscitarvi nuove forze, nuove energie, seme fecondo e indistruttibile che sopravvive alle forme esteriori ed agli uomini che lo elaborarono.
Se pertanto dalla semplice lettura di questo libro il lettore si sarà formato senza tedio e senza sforzo una idea chiara della genesi sociale degli Stati Uniti d'America ed un'immagine indelebile della loro società al principio della vita nazionale, se più ancora in questa società egli ravviserà allo stato latente tutti quasi i fattori fondamentali del successivo sviluppo anglo-americano, in modo da comprenderlo in quanto ha di più strano e meraviglioso, il fine del modesto volume sarà perfettamente raggiunto, ed incoraggiamento migliore non potrà venire all'autore per un altro volume, che tale sviluppo successivo rappresenti con lo stesso metodo e con gli stessi fini.
Gennaro Mondaini.
Urbino, dicembre 1903.
NB. Fonti del lavoro mi sono state oltre alle opere citate nella presente Prefazione (prima e più largamente usata di tutte, com'era naturale, la storia grandiosa del Bancroft) quelle, che verrò indicando nelle Note a fine di capitolo.
CAPITOLO PRIMO La sede della civiltà anglo-americana: abitanti indigeni e pretendenti europei.
§ 1. Il paese — § 2. I Mound-builders — § 3. I Normanni — § 4. Gli Indiani — § 5. Prime esplorazioni e ricognizioni europee.
§ 1. Il Paese. — Situazione e conformazione. — Tra il 25º ed il 49º grado di lat. N. ed il 67º ed il 125º di long. O. da Greenwich si estende quel paese, il quale coll'aggiunta dell'Alaska, posta fra il 55º ed il 71º di lat. N. ed il 130º ed il 168º di long. O. da Greenwich, costituisce oggi gli Stati Uniti d'America[1].
Nella loro massa continua confinano essi a settentrione coll'America inglese lungo una linea, che dalla foce del St. Croix sull'Atlantico va fino al canale Haro sul Pacifico, fra l'isola Vancouver e l'arcipelago S. Juan, correndo lungo il 49º parallelo dallo stretto di S. Juan de Fuca sino ai Grandi Laghi, poi traverso a questi e il San Lorenzo fino all'Atlantico al 45º parallelo. A mezzogiorno confinano coll'America latina lungo una linea, che dalla foce del Rio Grande nel Golfo del Messico va al sud del porto di San Diego sul Pacifico, correndo lungo il Rio Grande fino al parallelo 31º 47′, quindi dirigendosi al Colorado ed oltre questo alla costa. L'Oceano Atlantico ad oriente, il canale della Florida ed il Golfo del Messico a mezzogiorno, il Pacifico ed il mare di Bering ad occidente, l'Oceano glaciale artico a settentrione bagnano il vastissimo paese, che si estende per oltre 9 milioni di kmq. Posto fra l'Asia e l'Europa, dal lato della quale ha rivolti colle foci de' suoi grandi fiumi navigabili gli sbocchi naturali della sua produzione, esso si trova tra i paesi più ricchi e più progrediti del vecchio mondo, fra i centri massimi della civiltà gialla e di quella bianca, posizione quanto mai favorevole allo scambio degli uomini, delle merci, delle idee, della civiltà.
La forma massiccia, la mancanza d'alcun mare mediterraneo che penetri entro terra, le stesse coste per lo più infelici nella loro monotona uniformità, dove basse ed imbarazzate da banchi isole e cordoni litorali, dove alte e chiuse come muraglie, sarebbero a dire il vero ostacoli formidabili allo sviluppo economico e sociale del paese: ma la provvida natura, prima ancora che l'uomo colle strade i porti e le ferrovie, ha menomato questi gravi inconvenienti coll'abbondanza di fiumi, i quali sono navigabili nel versante dell'Atlantico cioè in quello appunto più vasto più ricco più fertile, interrotti invece da rapide e cascate ed incassati entro doccie anguste ed irte di scogli nel versante del Pacifico più ristretto e deserto.