[4] Il nostro cavaliere era una persona, come si dice, di riguardo: i signori alla corte dei quali egli si trovò, girando il mondo in cerca di guerra, a tavola gli assegnarono spesso il posto d’onore in omaggio alla sua prodezza. Il Chaucer, che nell’originalissimo prologo ci fa un quadro pieno di vita e di colori della società inglese del tempo suo, ci presenta, in questo caratteristico personaggio uno di quegli uomini di guerra che allora correvano il mondo per servire con le armi presso qualche signore. E non pochi furono questi cavalieri erranti durante il regno di Edoardo III, che è memorabile nella storia della cavalleria inglese. Il Tyrwhitt riferisce, a illustrazione di questa figura di cavaliere descritta dal Chaucer, un antico epitaffio francese (Cfr. Leland, Itin. III. pag. 91) nel quale sono così ricordate le gesta di uno di questi cavalieri, contemporaneo del poeta e morto nel 1406: «Icy gist le noble et vaillant Chivaler Matheu de Gourney etc.—qui en sa vie fu a la bataille de Benamaryn, et ala apres a la siege d’Algezire sur les Sarazines et aussi a les batailles de l’Escluse, de Cressy etc.»

[5] In Affrica.

[6] Satalia (l’antica Attalia) e Layas (Lieys in Armenia) furono tolte ai Turchi da Pierre de Lusignan, rispettivamente, nel 1352-1367.

[7] Che cosa precisamente il Chaucer intenda con questa designazione vaga, non è troppo chiaro. Forse si tratta di quella parte del Mediterraneo che si estende fra la Sicilia e l’isola di Cipro, e bagna le coste della Palestina.

[8] In Affrica.

[9] Nell’Anatolia.

[10] Letteralmente: come se fossero stati messi in una pressa (as they were layde in presse).

[11] La monaca, affettando anche in questo una educazione raffinata e alla moda, parlava in francese: ma un francese bastardo e corrotto, come quello parlato dal basso popolo di Stratford.

[12] Confesso che l’espressione: «una monaca che faceva da cappellano» mi piace assai poco. E non mi pare molto chiaro l’ufficio di questa monaca presso suora Eglantina, la quale per ogni buon fine aveva condotto con sè anche tre preti. Ma d’altra parte il testo dice proprio così: That was hire chapelleyn.

[13] La lezione è molto incerta. Intendo il rekkeles del testo secondo la congettura del Tyrwhitt, il quale sospetta che il Chaucer avesse scritto reghelles. La variante cloysterless (senza chiostro) accolta, sulla scorta di un codice di Cambridge, dal Wright, dal Bell e da altri, porterebbe ad una inutile ripetizione, e non mi pare accettabile. L’espressione è tradotta letteralmente da un testo latino, citato dal Tyrwhitt, il quale dice: Sicut piscis sine aqua caret vita, ita sine monasterio monachus.