[22] Il Chaucer dice precisamente: rounded as a belle out of presse «rotonda come una campana appena levata dalla forma in cui è stata fusa.» Ho semplificato l’espressione, perchè mi è sembrato che l’immagine, in italiano, non ci guadagnasse molto, traducendo alla lettera.
[23] Then robus riche, or fithul, or sawtrie: «piuttosto che roba di prezzo, o un violino, o un salterio.»
[24] Sergeant of lawe (sergente della legge). Non so quanto esattamente risponda la mia traduzione (impiegato del tribunale) all’espressione inglese: confesso che non ho saputo trovare un modo più determinato e sicuro. L’Hertzberg traduce «Iustitiarius» e dice (Op. cit. nota al v. 311) che: Sergeant of lawe equivaleva, nel sec. XIV e XV, presso a poco a «Dottore in legge» (dem Stande eines Doktors der Rechte gleich kam). Cfr. in proposito l’opera del Crabbe, Storia del Diritto Inglese, alla quale rimanda l’Hertzberg.
[25] That often hadde ben atte parvys. (Il quale era stato spesso sotto il portico della chiesa). La voce parvys, che è manifestamente il parvis dei francesi, significa: portico o piazza davanti a una chiesa.—Nel medio evo era costume degli avvocati, e di tutta la gente del foro in generale, ritrovarsi in certe ore del giorno, quando i tribunali erano chiusi, sotto il portico di una delle chiese principali della città, per parlare e discutere di leggi e di diritto. A quale di questi portici abbia inteso precisamente di alludere il Chaucer non è facile dire: io ho messo il nome di Westminster non tanto perchè uno dei più probabili, quanto per rendere, in qualche modo, meno indeterminata l’espressione del poeta.
Il Tyrwhitt riferisce in proposito il seguente passo (V. Fortescue, De laud. leg. Angl., C. 51): Post meridiem curiae non tenentur; sed placitantes tunc se divertunt ad pervisum et alibi, consulentes cum servientibus ad legem (sergeant of lawe) et aliis consiliariis suis.
[26] Letteralmente per la patente (di avvocato?) e per mezzo di una intera commissione (by patent, and by pleyn commissioun). La patente glie ne dava il diritto legale, la commissione lo invitava a presiedere, come giudice, in omaggio alla sua dottrina in fatto di materie giuridiche.
[27] Guglielmo il Conquistatore.
[28] In italiano non c’è una parola che corrisponda precisamente al Frankeleyn del testo. Ho tradotto possidente sulla definizione del Fortescue (De Laud. leg. Angl. C. 29) citata dal Tyrwhitt, secondo la quale per Frankeleyn si intende: pater familias magnis ditatus possessionibus. Vedi la lunga nota dell’Hertzberg (Op. cit., n. al v. 333) il quale traduce: Gutsherr.
[29] Cioè: la sua casa era aperta a quanti amici e conoscenti avevano occasione di passare dal suo paese, i quali erano sicuri di trovare presso di lui la più cordiale ospitalità.
Secondo la leggenda S. Giuliano avendo ucciso per disgrazia i suoi genitori, per purgarsi, in qualche modo, del suo involontario delitto con una buona azione, mantenne a sue spese un albergo, lungo una via piena di pericoli e di disagi, dove i viandanti trovavano vitto e alloggio gratis. Di qui ebbe origine la tradizione che fece di S. Giuliano l’ospitaliere, il protettore dei viandanti, i quali lo invocavano per via e ne recitavano il miracoloso Paternostro. Anche il Boccaccio (Dec. II. 2.) dice: «ne’ quali (paesi) chi non ha detto il Paternostro di S. Giuliano, ancora che abbia buon letto, alberga male». Intorno alle varie trasformazioni e modificazioni che subì la leggenda di questo santo, che divenne perfino protettore dei facili amori e dei lenoni, puoi vedere l’interessante scritto di A. Graf, S. Giuliano nel Decamerone e altrove,—in: Miti, leggende, e superstizioni del Medio Evo Torino, Loescher 1892-93. V. anche, Brand, Antiquities (V. I. pag. 359. Ediz. H. Ellis).