—È una rarità!

—Poco invidiabile, contessina Baby!… Ah, se potessi averli io, que' dieci anni sprecati!…

—Che cosa ne farebbe?…

La Baby prevedeva già la risposta, ma si godeva quando il vecchiotto si dava l'aria da conquistatore…

—Che cosa ne farei?… Eh eh! allora non canterebbe vittoria, contessina!

E il galante stagionato presa, così dicendo, nelle sue manacce villose la manina morbida della Baby, la strinse con forza e l'avvicinò alle labbra; ma lì si fermò, senza dare il bacio, sapeva che i baffi lasciavano il nero.

—Ah si zeunesse zavait!—esclamò allora la Castelguelfo, canzonandolo amabilmente. Marco Baldi pronunciava malissimo il francese, ma pure aveva il ticchio di metterne sempre qualche parola ne' suoi discorsi. E un'altra presunzione sua era quella di essere stato da giovane «un gran diavolo colle donne», e in proposito aveva sempre da insegnare metodi infallibili, e da citare aforismi.

—Colle donne bisogna andare a vapore: à la grande vitez!—Ci voleva altro che farle piangere come Titta Damonte o farle ridere come Scipio Spinola!… Bisogna stordirle, soggiogarle, maltrattarle!…—Io, vedete…—e così dicendo soffiava, guardava bieco, e non potendo arricciarsi i baffi, ne toccava leggermente colle dita la punta impeciata; io, le donne, le ho sempre maltrattate!

E fu proprio lui, Marco Baldi, che condusse la prima volta il
Santasillia dalla contessa di Castelguelfo.

Andrea e la Baby erano parenti, dunque fra loro non c'era bisogno di presentazioni; ma pure il Santasillia aveva tardato assai a conoscere la Contessa personalmente, e fu proprio per caso che s'incontrarono.