In casa Barbetta si desinava con una scodella di minestra e una fettina di carne lessa; ma Pompeo era sempre il primo a servirsi e a mangiare, perchè la moglie doveva cucinare e mettere in tavola; e pensava a saziarsi lui, senza tanti complimenti. Già aveva per massima che la Betta meno mangiava, meglio stava. Poi, ogni tanto, egli si faceva fare, cogli avanzi della cucina dei padroni, qualche manicaretto, che sua moglie preparava, ma che non doveva nemmeno assaggiare, perchè "con quel suo stomacuzzo rovinato" le avrebbe fatto male di sicuro. Vino, nemmeno per idea!, non se ne comprava mai! E le bottiglie, che la signora Lucia mandava di tanto in tanto a regalare alla Betta, Pompeo le metteva subito sotto chiave e poi, a desinare, ne versava un dito alla moglie e ne beveva un buon bicchiere per sè:—A farti bere di più sarebbe la tua morte!
Ma le premure di Pompeo per la salute della moglie finivano tutte lì. Del resto, la povera donna era costretta a sfaccendare giorno e notte. Tutto lei doveva fare, anche la pulizia del loggiato e della corte. Soltanto quando passavano i padroni e il ragioniere di casa, Pompeo veniva fuori e strappando la granata di mano alla moglie, si faceva vedere pieno di zelo per il suo servizio.
E già, in ogni incontro, egli aveva saputo fingere con loro un'aria così umile e da buon ragazzo, e aveva saputo arrossire così bene per la confusione e per il piacere, quando gli domandavano notizie della salute della Betta, e s'era mostrato sempre così attento e sollecito nell'eseguire gli ordini ricevuti che gli Alamanni lo avevano preso a benvolere; tanto più che su questo punto erano ingannati anche dalla Betta, la quale sarebbe morta di fatica piuttosto che fare scomparire il su' omo presso i padroni. Essi perciò lo credevano una perla, e se lo tenevano caro, affidandogli anche incombenze delicate.
Ma nelle stanzette della porteria le cose andavano diversamente, e subito dopo le nozze il marito teneva la Betta in una specie di continuo sbalordimento. E lui si godeva a imporsi, a comandare; faceva ballar la sua donna sur un quattrino, e guai se fiatava!
Le ordinava tutto a cenni, senza dire una parola, come ad un cane ammaestrato. Betta non doveva mai fermarsi sulla porta, non doveva vedere, non doveva discorrere con nessuna amica. Le aveva proibito anche di andare in chiesa, fuorchè alla festa, perchè non voleva pettegolezzi e confidenze colle tonache. La mattina, d'inverno, essa si levava molto prima di lui, per accendergli il fuoco e scaldargli l'acqua; la sera andava a letto molto più tardi, perchè gli doveva pulire e rassettare i panni, e prima di andarci lui se la faceva inginocchiare davanti e le metteva nelle mani, magre e giallognole, gli stivali pieni di mota, perchè glieli levasse; e a volte, quando erano umidi, le dava tali scossoni da tirarsela dietro. E non le risparmiava nessun servizio, per quanto umile e ributtante.
Nè Pompeo aveva coscienza di tutto il male che andava facendo. Anzi, gli pareva in fondo al cuore di aver fatta una gran buona azione sposando la gobba e di essere meritevole di ammirazione e di compassione insieme, e da ciò traeva una specie di conforto, che bastava a vincere ogni scrupolo, se per caso gli fosse venuto.
Per la gobba non era stata una bella fortuna quella d'aver trovato un marito?... E, per di più, un marito giovane, senza difetti, senza vizi, e di buona famiglia?
E così, secondo la logica di Pompeo, in casa sua tutto era ripartito con giustizia. A lui toccava di vivere con quel canchero accanto: la Betta doveva aver cura della casa e del marito....—Ciò che, alla fin fine, facevano tutte le altre mogli, le quali, poi, anzichè fare schifo come lei, erano belle e sane.
Betta, a cui non venivano mai risparmiati tali confronti, chiudeva tutto in core: lo serviva, l'ubbidiva tremando, impaurita e istupidita sotto la sferza di quel ragazzo villano, che aveva gli istinti del tirannello. La disgraziata osava appena piangere la notte tardi, a letto, quando suo marito russava, e anche allora soffocando i singhiozzi sotto le lenzuola.
Una volta soltanto trovò la forza di ribellarsi. Pompeo voleva, a ogni costo, che la moglie approfittasse per loro uso, dell'olio che i padroni le affidavano, e che doveva servire per i lampioni del loggiato e delle scale.