Ferdinando entra: ha le spalline e la sciabola: giunto dinanzi al Cocle, s'inginocchia con un ginocchio solo a terra. Il Müller fa altrettanto. Il Cocle, benedice.
SCENA NONA.
Ferdinando, Cocle, Müller, Holtmann, 2º Ufficiale, Gaetano, Carmine, Agnese. Nel giardino Servi, Contadini, e Soldati.
Ferdinando al Cocle.
Monsignore, vi bacio le mani, e umilmente mi prostro, implorando indulgenza e perdono.
Cocle.
Non a me, ma al Signore, che rappresento, per suo volere, sebbene indegno!
sollevandolo.
Io sono. Maestà, il più devoto e sottomesso dei vostri sudditi!
impartisce in giro un'altra benedizione.