Intanto la musica ha ripreso sotto il balcone; poi i suoni e le voci si allontanano e smuoiono lentamente.
SCENA SECONDA.
Si spalanca l'uscio di destra: entrano Barbaja, Taddei, il Cavaliere del Castelluccio e il Maestro Savoldi. Precedono e illuminano la via a Rosalia con lunghe candeline di cera; infilate nel braccio portano tutti delle corone di alloro e camelie, con nastri che depongono qua e là con i soprabiti, i mantelli, i cappelli. Rosalia ha in mano delle camelie e degli altri fiorì.
Barbaja investendo Petruccio.
Non è un albergo, questo! È un fondaco!
Castelluccio.
Una cantina!
Savoldi.
A Milano si chiamerebbe uno stallazzo!
Taddei.