E per allontanarsi dal divano, si accostò di più alla scrivania. Quella giubba succinta, quei pantaloni attillati le facevano un'impressione penosa; e poi le urtava i nervi quell'occhio sempre così fisso e quel continuo riso da scimmia, per far vedere i denti bianchi! Era strano però, come egli aveva l'aria d'esser lì in casa sua; toccava tutto, le aveva già preso la mano due volte; e non era davvero aristocratico; questo poi no. Non dava nessuna soggezione. Quasi quasi pareva anche a lei di averlo sempre conosciuto.
—No, sa—ripigliò dopo un momento, interrompendolo per finirla, e per farlo andar via, che voleva chiudere lo scrittoio e risalire in casa.
Quel soldato aveva addosso un odore così acuto che le dava alla testa.
—No, sa, è impossibile. Del resto non dipende da me; se vuol provare domattina con mio marito… ma già le risponderà come me: che non si può.
Il giovane tenente, invece di perdere la pazienza, di andarsene, dette in una gran risata, e tornando ad allungar le gambe, le accavalcò dall'altra parte.
—Credo bene che suo marito… risponderà come lei!… Vorrei io essere suo marito, aver la fortuna di essere suo marito, e farei altrettanto. Sapristi! e come volentieri!
—Se non avesse dovuto star sulle sue per cagione della cambiale, anche a Maddalena sarebbe scappato da ridere a veder l'entusiasmo del bell'ufficiale.
Suo marito, con quella faccia da miserere, che, cosa aveva capito, lui, della gran fortuna che gli era toccata?
E invece, quel mostro, come sapeva fare! I gran signori erano proprio di un'altra razza, tutta diversa.
Questo era il primo che Maddalena avesse avvicinato, che potesse vedere, osservare con tutto comodo: e lo osservava e lo studiava con curiosità crescente.