— La sera, che non si può più giocare al tennis, si balla... disperatamente! E ballo anch'io! — Le presento Monsieur Henri Malot — parigino puro sangue — ballerino instancabile! E anche il mio giovane amico Lothar Schmidt, di Francoforte!
Così, via via, uno dopo l'altro, sfilano dinanzi alla duchessa, alla duchessina e al principe Rosalino tutti i giovinetti e tutti i giovinotti, tutti i ballerini e tutti i giocatori di tennis della Tête-pointue!
Marco Danova sembra, ormai, che sia amico da dieci anni di tutti i Moncavallo e i D'Orea vicini e lontani.
— Perchè la duchessa non scrive, non telefona a Bex, a sua figlia donna Maria Grazia, di venire a Villars, ad aspettare don Luciano? Ha torto, molto torto! Si mettono le vedette lungo la strada e appena l'automobile di don Luciano è segnalata a Montreux, discende a Bex e si trova pronta a ricevere il marito!
Scherza con Mimì Carfo e con mademoiselle alle spalle di missis Eyre e fa ridere la duchessina e tutta la sua corte imitando i saltetti e gli sgambetti del signor Trüb, uomo barometro!
Remigia ha l'allegrezza, la gioia negli occhi, nel sorriso! Si diverte mezzo mondo alle spiritosaggini, ai lazzi del barone, e il barone, a sua volta, è sempre più incantato di quel «bel folletto» di quel «bel diavoletto» e sempre di più si accende.
Marco Danova ha una fiera passione per la donna magra ch'egli nel suo gergo brutale e volgare di apprezzatore che può spendere, ma che sa spendere, definisce «vulcano e terremoto». E una massa di capelli, di bei capelli, — ma biondi, li vuol sempre biondi, — lo fa diventar matto e co' suoi amici bei, ne spiega anche il perchè: — Mi pare di affondar le mani nell'oro, in un oro caldo e vivo!
— Che capelli maravigliosi, proprio d'oro, vero oro, i capelli di quel folletto... del Vesuvio! E che bocca! Soprattutto la bocca! Ci sarebbe da accontentarsi dovendola pagare anche mezzo milione!
Mimì Carfo vede gli occhiacci dell'egizio che divorano l'Idola e n'è rivoltata e persino sbigottita.
— Non tenertelo tanto vicino quel grosso pascià! Ti fissa in un modo sfacciato, odioso! Sembra... che voglia mangiarti con gli occhi!