MARINO
(scrolla il capo assai mestamente, le prende una mano, l'accarezza, la bacia con devozione, sospira profondamente: pausa) Tempo fa, quando suo padre era su, su, vicino alla gloria, e cominciavano appunto i primi attacchi, io, mi ricordo, gli ho fatto... la predica. « — Voi avete perduta di vista la verità pratica della vita!» Ed io?... (ride con amarezza) Quanto l'avevo perduta di vista io, più di lui! Lui, almeno, suo padre, era trascinato lontano da una generosa, da un'alta idealità, che rifatti gli uomini può essere la realtà del domani... Io... — Io?... — Invece di reagire, di lottare, salire di nuovo, impormi, vendicarmi, io mi sono immiserito nella ignavia, inacidito nell'astio, sono diventato secco di dentro, non ci ho sentito più che lo stomaco vuoto, e non ho pensato che ci potevano essere al mondo creature elette da aiutare, da difendere... la cui felicità poteva diventare la mia.
VOCE
(d. d.: si sente fischiettare un'arietta allegra che sale e si avvicina).
SOFIA
Il ragazzo del portinaio.
MARINO
(va fuori a vedere).
SCENA II.
Sofia, Marino di nuovo, poi d. d. Giordano.