SCENA VI.
Sofia e DETTI; poi Solaroli sull'uscio della Redazione.
SOFIA
(corre dentro, levandosi il cappellino: vedendo Francesco e Anna abbracciati si ferma con un piccolo grido) Ah!
ANNA
(vivamente si scioglie da Francesco).
FRANCESCO
(trattenendo Anna) Sofia, tu sai che io amo la signora Santer e che la signora Santer mi ama. Ebbene, essa diviene da oggi, senza rossori, senza falsi pudori, senza ipocrisia, in faccia al mondo, in faccia a tutti diviene la... la... (cerca la parola, intimidito dallo sguardo fisso, calmo di Sofia) diviene da oggi... la tua buona mamma!
SOFIA
(con un sorriso pieno di tristezza) Mamma?... Mamma no. Mi hai sempre insegnato ad essere sincera: perchè hai voluto dire in questo momento una parola che non è vera? Perchè hai detto mamma? (fra Anna e Francesco, abbracciandoli) Amica: sarà la mia amica più intima, più cara, questo sì, te lo prometto, col cuore. (sempre c. s.) E sarò tanto, tanto contenta. Ma la mamma... no. È morta la povera mamma. La mia mamma che non ho mai veduta... l'ho figurata a modo mio, la penso a modo mio: voglio poterla pensar sempre così. Perdonami, babbo! Tu non mi hai lasciato credere in ciò che è falso e non credo: non è un pregiudizio, no!... No! (guardando cogli occhi fissi e indicando con un gran rimpianto verso il cielo) Non sarà là... no! Non è là... ma qui... (colla mano sul cuore) Qui... sì... sì... qui, sempre! (si sforza, sorride, abbracciando i due mentre dice all'uno e all'altra) Vorrò tanto bene a te e a te. (balbettando) Ma la mamma... (scoppiando in lacrime) Non parliamo della mamma!