Mi potrebbero toccare tre mesetti, (ride) Ma sarò assolto. Non è per la detenzione che mi seccherebbe. Ci vuol altro! (Anna gli passa vicino mentre porta le due bottiglie di Marsala ecc.) Ma tre mesi, tre lunghi mesi senza... (la bacia sulla bocca con grandissima passione) Senza Anna!... (ride). E quel prete?
ANNA
(vivamente) È stato il mio maestro da ragazza; e, ti ripeto, è venuto a dirmi che mia zia è ammalata, molto ammalata.
FRANCESCO
(dopo averla fissata, a lungo: colle lagrime nella voce) Non lasciarmi! non abbandonarmi!... Anna! Quel prete, che cosa ti ha detto?
ANNA
Niente!... Niente di ciò che tu immagini. M'ha detto che mia zia è ammalata... E capirai... ci penso; molto.
FRANCESCO
È ammalata; Non andrai via!... Non andrai a vederla! Non ti lascierebbero tornar più! Ed io, per essere forte, ho bisogno di te. Sofia... (sorridendo) Non glielo dire, sai: Sofia non mi basta più. Ho bisogno di te: quando mi capita sott'occhio, in uno di quei giornalacci, una nuova infamia, di primo colpo, ne resto come accasciato, sgomentato: poi, penso al tuo amore e ne rido, e mi sento come sono, forte, puro, superbo di me stesso!
ANNA