(a Francesco) Ci siamo tutti: avanti! E sbrighiamola!
FRANCESCO
Eh, che furia (parlando, porge il bicchiere pieno all'uno e all'altro) Questa sera, dunque, avremo a votare la proposta, fatta nell'ultima adunanza: il mese scorso; cioè affidare — a me — esclusivamente, anche la gestione finanziaria. (ride) È un nuovo onore, ma anche una nuova e grave responsabilità. Ora io domando a voi quello che, con tutta la bufera che mi si è scatenata addosso, io sia in dovere e in diritto di fare (porge il bicchiere a Giordano).
GIORDANO
(elegantemente, colla sigaretta fra le dita, indicando la gola) Grazie: mi sarebbe... fatale.
FRANCESCO
(continuando, sempre sicuro, sempre sereno) A questo mondo un uomo pubblico, di fronte alle insinuazioni, alle accuse, alle calunnie, ha due vie aperte: o non curarsene, e rispondere continuando a fare e a lavorare; o raccoglierle, distruggerle e vendicarsi. Quale delle due, devo prendere? Ditemelo voi, perchè io, stasera, nell'assumere la presidenza, voglio poter fare ai soci un'esplicita dichiarazione: — ho messo il mio nome nelle mani dei miei amici, dei miei compagni: essi mi hanno consigliato di fare... questo e questo, ed io senz'altro lo farò. — (sorridendo c. s.) Va bene? (pausa — silenzio — quelli che hanno in mano il bicchiere, lo posano sul tavolo ecc.) Come? — Dunque... io devo difendermi?... A voi pare che io debba scolparmi?... — No; non ne ho bisogno. Non mi degno di difendermi. Fatelo voi, se credete di farlo. Voi che mi avete veduto ora per ora, giorno per giorno, a lavorare, a lottare, a vincere! Voi... dovete farlo nel vostro cuore e nella vostra coscienza! (Silenzio. — Si ode lo scricchiare del cerino di Giordano che accende la sigaretta).
SOLAROLI
(si alza, guarda in giro tutti i compagni, poi si avvicina con solennità a Francesco stendendogli la mano) Noi tutti siamo con te: vogliamo aiutarti e siamo convinti della tua innocenza.
FRANCESCO