.... È un dispaccio dell'avvocato Olivieri:

«Ti auguro ciò che il tuo cuore desidera e ti abbraccio con tutta la nostra antica fida amicizia.»

VII.
La mammetta.

La giornata, tanto burrascosa a Milano per il Roero e per l'Olivieri, non era passata molto serenamente nemmeno alla Casa Vecchia. Elena era stata tutto il giorno dispettosa, di pessimo umore e per la prima volta aveva risposto male alla mammetta.

La signora Eugenia, a colazione, le aveva chiesto se si sentisse poco bene, che cosa aveva, perchè non mangiava, ed Elena a risponderle che stava benissimo, che non aveva niente e che non mangiava... perchè... non aveva fame! Poi Elena porta il piatto a Rolando... e non torna più in saletta. Va in camera sua e vi si chiude, a studiare, dice lei, a scrivere, a lavorare.

La signora Eugenia fa mille domande alla Luisa, che sa sempre tutto, ma questa volta anche la Luisa dichiara di non saper niente.

— Chi sa? Estri!... Un cattivo quarto di luna!... Del resto è sempre stata così, e anche lei, in quanto a guastarla, ha compito l'opera! Tutti tremano dalla paura di non fare abbastanza presto a contentarla, e che cosa succede?... Quando si fissa una cosa in mente e non può ottenerla, fa i capricci!

— Ma che cosa s'è fissata in mente?

— Di andare stamattina a Valpiana! Il signor Francesco, invece di venire a prenderla colla carrozza, è partito per Milano, e la signorina, subito, fa il musone! Scusi sa, signora, se glielo dico, ma lei ha sempre avuto un cattivissimo sistema! L'ha troppo abituata a fare a suo modo, ad accontentarla in tutto, a seguirla in tutto!... Ci vuol altro! Provi questa volta a non badarle!