Tanto forte, che sotto quel colpo, sono rimasta come pazza dalla collera e dal ribrezzo. (con forza: risoluta) Io non voglio vendermi e voglio continuare a vivere: come si fa?

NICCOLINO

(impacciato, dopo aver guardato verso l'uscio col desiderio di andarsene) Prima di tutto, parliamo francamente, perchè, in certo modo, mi accusa di...

DORINA

(interrompendolo) Non l'accuso, anzi tutto il torto è mio. Ma non posso più fare l'istitutrice, non voglio essere l'amante del signor Businello, e domando a lei che mi voleva dare il suo nome, le domando: come si fa?

NICCOLINO

(nel camminare inciampa nello strofinaccio d'Isabella: lo solleva colla punta del bastoncino e lo butta lontano) Le dirò... dare consigli è un affar serio. Aiutarla, volentieri, fin dove posso arrivare... ben volentieri: ma... (distrattamente) Ma perchè invece non abbandona i sogni chimerici, scusi, sa, se parlo schietto, e torna a casa sua?... Da sua... (sta per dire: «da sua madre»).

DORINA

(con un grido di dolore) A casa mia?... ma non ho più la mamma!... È morta la mamma.

NICCOLINO