Allora è stata mia madre; adesso mia madre non conta più niente!
DORINA
E la bella nipotina? l'Adele? È vero che vorrebbe farvela sposare come voleva farvi sposare la Monleone?
NICCOLINO
La sposerò appunto come l'altra. L'Adelina poi ha una grande simpatia per Luigi.
DORINA
(ridendo) Davvero? — State attento, Nenè. Luigi è un uomo molto pratico. A vederlo, sembra l'amico di tutto il mondo, il salvatore di tutte le patrie; in fondo, non ha che un amore solo, — sè stesso. Guardatevene! Se ha messo gli occhi sull'Adelina, presto o tardi raggiungerà il suo scopo e siccome l'Adelina sarà ricchissima per vostra madre... così questo matrimonio finirebbe, un giorno, col seccarvi doppiamente.
NICCOLINO
Cosa volete che mi secchi? — Che giorno può mai venire in cui sia più seccato di questo? — Io sono ricco quanto mi basta. Ma se voi partite stasera, io non so più che cosa farò. Sì, Dori, è proprio così! Io del mondo sono stufo, stufo, stufo. Mi annoio a Parigi come a Roma, come a Milano. Mi ricordo la prima sera che vi ho sentita a Torino: ero in uno stato tale di spleen, da battere la testa contro le colonne! Poi mi era parso che Luigi vi facesse la corte, e ho voluto ricominciare anch'io, perchè mi divertivo a ingelosirlo. E così a poco a poco, senza accorgermene, ho subìto voi, ho subìto il teatro, fino al punto di vivere anch'io della vostra vita, di voi, della Carmen. Ma sapete che quando vado a passeggio, guardo e leggo gli avvisi del teatro, come se ci fosse qualche cosa di mio? Sapete che sono amico del vostro direttore di scena? del macchinista del Costanzi? Lasciate almeno che venga a Napoli anch'io.
DORINA