(entra difilato come uno che ha preso una grande risoluzione) Dori...
DORINA
Vi aspettavo!
NICCOLINO
Volete sposarmi?
DORINA
Sentite: voi mi avete fatto una proposta, alla quale devo rispondere molto seriamente. Mi trovate anche in un momento di sincerità, ed è bene. Io dunque voglio parlarvi sinceramente, perchè, credetelo, io vi sono ancora amica. — Se voi siete stato brutale, almeno siete stato sincero e colle mie illusioni e colle mie speranze... voi eravate nel vero, ed io nel falso. — Ho sofferto, ho molto sofferto; ma poi ho pensato che il mondo, il quale non aveva fatto niente per me, non meritava nè le mie lacrime, nè i miei rimorsi, — e mi sono messa a combatterlo, colle mie arti, colla mia furberia; ed ho vinto anche voi, senza volerlo, senza saperlo. Ma ora che mi vedete come sono, come quando vi ero indifferente, — ora che ho perduto l'incanto, tornate ragionevole, e andiamo ognuno per la nostra strada. Siamo stati infelici tutte le volte che ci siamo incontrati. Non è la Carmen, non è nemmeno la Dori, è proprio Dorina che vi parla.
NICCOLINO
Ma non capite che così... vi amo anche di più? Ma lasciatemi almeno il tempo di cercare, di tentare, di persuadervi, di convincervi...
DORINA