TERESA
Settemila e novecento franchi sul libretto della Cassa di risparmio di Milano! La mia Dorina dice che sono avara... Sì, voglio bene a questo denaro... povero Guglielmo!... è il frutto delle sue fatiche, destinato al frutto delle mie viscere.
LUIGI
(è rimasto un po' sorpreso e un po' commosso) Sì... vero.
MARCHESA
(ridendo, per andarsene) Venga con me: lei si mette in viaggio, e la sera comincia ad essere freschino. Io avrei un mio vecchio paltò da darle, se le va bene.
TERESA
(confusa) Signora Marchesa, quanta bontà e... (a Luigi) Scusi, sa...
LUIGI
Faccia pure.