Emma, nel fargli il nodo, cerca di avvicinarsi sempre di più, mentre lui si sforza per rimaner sempre alla stessa distanza.
— Così! Ecco fatto. (Lo conduce dinanzi al grande specchio dell'armadio) Guarda; non sono famosa?
Giordano. Famosissima. Grazie.
Emma (abbandonandosi colla bella testolina ridente sul suo petto e ammirandosi nello specchio) E... (più sottovoce) non siamo molto belli e molto carini.... così?
Giordano (allontanandosi per mettersi il gilet) Bellissimi.
Emma (fa un sospiro un po' comico: gira per la camera: si ferma dinanzi alle cartelle) Oh, tesoro! Quanto hai scritto! (Fa per prendere una cartella).
Giordano (vivamente) Non si tocca!
Emma ritira la mano spaventata.
— Guai se io non trovo tutto al suo posto. Non mi ci... raccapezzo più!
Emma continua a girare per la stanza con le mani incrociate dietro la vita, cantarellando a mezza voce e curiosando da per tutto, senza toccar più niente: in fine, guardando ancora le cartelle: