Io avevo fissato la posta dietro la villa del Pizzo, alle prime boscaglie che salgono poi, a dirupo, lungo la montagna. L'alba non spuntava ancora: io avevo attraversato il grande giardino dell'albergo «Alla Regina d'Inghilterra», avevo scavalcato il muro di confine fra il giardino dell'Albergo e quello della villa e mi ero lasciato cader giù, di colpo, nel recinto della villa stessa, quando vedo passarmi davanti agli occhi il lucicore di una canna di fucile e sento una mano forte, di ferro stringermi alla gola.

Giuditta.

Tito?

Lamberti.

«Che fate qui? — Dove andate?» — borbotta il mio aggressore, in tono di minaccia e di collera.

Giuditta.

Era lui?... Era Tito?...

Lamberti.

Ma allora, subito...

Si ode il campanello della farmacia: entra la donna com'è indicato nella scena seconda.