Anna con un grido.

Cézky?

Lamberti accennando affermativamente col capo, si leva una lettera di tasca e gliela dà.

È una lettera da Milano. Chi scrive, è un amico.

Anna legge con un forte tremito: lascia cadere la lettera e siede con un gesto d'orrore, nascondendosi il capo fra le mani.

Lamberti raccoglie la lettera e di nuovo la ripone in tasca.

Noi lo credevamo in Tirolo o a Vienna, sotto la protezione della polizia! Invece era a Milano, nascosto in una soffitta, vivendo nel dolore, e, forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo istante la grande bontà di Dio ha certo fatto dimenticare a quell'uomo di essere una spia. Si è ucciso con una pugnalata come Jacopo Ortis... e col libro dell'Ortis, chiuso dinanzi.

cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi ad Anna.

Anna rimane sempre con il capo fra le braccia appoggiata al tavolino.

Lamberti si appoggia lui pure al tavolino: ad Anna, con grande dolcezza.