Il commissario di polizia approfittò dell'occasione e gli pose accanto, in segreta, l'abate Bianconi, mentitore, traditore fin con l'aspetto venerando!... Costui s'insinuò nell'animo debole del convalescente, lo sbigottì con le minacce dell'inferno e lo consolò con le promesse del paradiso, purchè fosse disposto a mettere in pace la propria coscienza, con una confessione generale.
Don Carlo si nasconde la faccia con le mani, in atto di orrore.
Lamberti continuando.
Fra i peccati il più grave, la diffusione di certi libri proibiti dalla Chiesa, che turbano la mente dei giovani, che offendono il sentimento religioso, che diffondono il pervertimento e la corruzione, e il povero Rossetti, non dubitando che un vecchio ministro di Dio potesse commettere un sacrilegio...
Don Carlo.
Un tanto sacrilegio!
Lamberti continuando.
Confessò di essere stato lui stesso l'intermediario che all'osteria della «Mezzalingua» e a quella della «Noce» riceveva i libri e gli stampati introdotti nel Lombardo-Veneto da Tito Ansperti.
Giuditta si alza con un grido, poi si lascia ricadere sulla sedia.
Giovanni.