Rienz sempre passeggiando, si avvicina ad Anna.
Si può sapere, contessa, qual lavoro avete immaginato per impiegare il vostro tempo e per farlo perdere al segretario di vostro marito?
Anna con freddezza.
Il catalogo de' miei libri!
Si volta subito e prende un altro volume: dettando a Cézky.
Alessandro Dumas: «Antony.»
Rienz dopo aver scambiato un'occhiatina ed un sorriso d'intelligenza con Teresa.
Avete detto bene, duchessa, è una moda, una montatura; idrofobia romantica, ma passerà, passerà! I Conti di Lara, i Don Paez, i Profughi, i Corsari da una parte; — le Parisine, le Ermengarde, le Carlotte dall'altra, hanno fatto più male ai giovani cervelli del Lombardo-Veneto, di tutti libri incendiari e proibiti «sotto pena di morte» — Lo spirito rivoluzionario è entrato nel sangue «al chiaro di luna» e anche a suon di musica coi Lombardi e col Rigoletto! Il cattivo umore e le cattive digestioni!... Ecco il nemico insidioso al quale un buon Governo deve tagliare la strada, e noi, invece, abbiano lasciato prender voga all'etisia! Tisiche le... demi-mondaines, come la Margherita del Dumas, tisici i lions, tisiche le signore! Chi ormai ha la disgrazia di essere florido, beve l'aceto per diventar magro e verde.
Teresa ridendo.
Non c'è che dire! Avete quasi ragione!