Ha cappello laterale, dimezzato, a forma di ventaglio, di colore castagno scuro, tutto coperto da piccole squamette della medesima tinta; tubetti (nella parte inferiore del cappello) corti, decorrenti sul gambo, di colore bianco-citrino, con orifizii molto larghi, a 4-6 angoli, allungati; gambo laterale, difforme, di colore citrino oscurantesi; carne bianca, compatta, diventante giallognola, di sapore ed odore appena sensibili; basidii clavati, 30-35 × 9-10 µ.; spore bianche, con nucleo oleoso, ovali, 9-9½ × 6½-7 µ.

Cresce in famiglie specialmente nelle pinete fra l'erica in autunno. Nei dintorni di Trento si trova a S. Antonio, S. Rocco e nella pineta di Povo.

La Lingua di Brughiera è molto stimata come fungo mangereccio, e nel Veneto (Friuli), dove è copioso, si usa prepararlo come il fegato alla veneziana.

Tav. XCV — Polyporus scobinaceus (Cum.) Bres. (Lingua di brughiera)
Bresadola dis.Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo di perfetto sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Polyporus confluens (Alb. et Schw.) Fr. — Tav. XCVI.

Ital. Griffone, Poliporo confluente. Volg. Fongo del pan. Franc. Polypore groupé. Ted. Semmelpilz.

Cresce sempre a cespi; da un ceppo comune si sviluppano i gambi deformi, corti e bianchi che portano i cappelli di varia forma e dimensione, per lo più a ventaglio o irregolari, sovrapposti sovente l'uno all'altro a embrice. I cappelli sono glabri, coll'epidermide in età screpolata in areole poligonali, del colore di pane cotto; i tubetti corti, decorrenti sui gambi, bianchi, con orifizii del medesimo colore, da prima rotondi e piccoli, poi, a fungo bene sviluppato, larghi fino a due millimetri e mezzo, con margine frangiato; carne compatta, bianca, immutabile, di nessun odore speciale e sapore un po' amarognolo; basidii clavati, 12-15 × 4-5 µ.; spore bianche, con nucleo oleoso, quasi globose, 4 × 3 µ.