[23]. È desunta da una cronaca latina di quella Valle al capo ove si legge: Die XX martii fuit interfectus Bertramus Dalmasanus dominus Clanetii super pontem de Clanetio per homines Guelphos Vallis Himaniæ, etc.
Nel secolo seguente i valligiani della Brembilla continuarono a commettere sui vicini paesi le più crudeli rappresaglie. Stanco il veneto governo (di cui divenne poi suddita tutta la terra bergamasca) delle loro sfrenate scelleratezze, faceva imprigionare diciotto capi, ordinava che fossero smantellati tutti i villaggi della Brembilla, ed il sole del giorno settimo dell’anno 1443 più non illuminava di quella popolosa vallata che le immense ruine.
[24]. Ora de’ Moroni.
[25]. Quel bosco, contiguo al sobborgo detto degli Ortolani, era il solito convegno dei duellanti dell’epoca. Il convento che dava nome al bosco, esiste tuttavia, e venne ai nostri giorni da privata beneficenza cangiato provvisoriamente in ospitale di donne, che s’intitola delle Fate-bene-sorelle, a similitudine di quello per gli uomini assistito dai Regolari di san Giovanni di Dio.
[26]. Vale a dire due ore prima dell’avemaria della sera, essendo allora ignota la partizione della giornata secondo il sistema francese or fatto universale.
[27]. L’unita incisione che rappresenta la battaglia di Landriano, è tratta dal quadro del valente Sala, rapito sì immaturamente all’onore dell’arte. Esiste tal dipinto presso i conti Cicogna, uno de’ cui antenati prese parte a quella battaglia, ed è il guerriero rappresentato in atto di parlar col De Leyva.
Nota del Trascrittore
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