DOTTORE. E se non stavi securo che fusse l'innamorata di tuo figlio, perché subito non consignarlami?
FILIGENIO. Io dubito che con l'arte non vogliate schernir l'arte. Ma vien qua: chi sei tu che ti hai lasciato vendere? perché non rispondi? di', parla. Sta saldo, come se a lui non dicessi.
PANFAGO. Non vedi che con le mani fa ufficio della lingua, e con tacito parlar dice che non sa nulla?
DOTTORE. Non so che voglia dir, io. Panfago, dove vai?
PANFAGO. Questo è quel pazzo di poco anzi, nol conoscete?
DOTTORE. Certo che mi par quello: ride, salta e cava fuor la lingua.
PANFAGO. Scampa, dottore, ché non ti còglia un'altra volta.
FILIGENIO. Vien qui. Dimmi: chi sei tu? parlavi poco anzi come un filosofo; come hai or cosí perduta la lingua? Se non rispondi, ti rompo la testa. Oimè, oimè; aiuto, aiuto, ché costui non m'ammazzi! Chi mi ha portato costui dinanzi? a me con beffe? sarò uomo da vendicarmene.