PIRINO. L'inganno è pensato con tanta arte e ingegno, che come avanza tutti gli altri che sono stati per addietro fatti, cosí per l'innanzi non potrá ritrovarsene un altro simile.

FORCA. Avertite che, quando la trappola è ben inventata e consertata, se vi s'usa diligenza in esseguirsi, ha buona riuscita; ma esseguita malamente, non può aver se non pessimo fine.

PIRINO. Ella è tanto bene imaginata che, a dispetto di tutte le negligenze e intoppi della fortuna, ará ottimo fine; ma ancorché fusse per succederne qualche pericolo, animo grande, e succedane quel che si vuole: vada la robba, la vita e l'onore, per non dir l'anima, pur ch'abbia Melitea. Né meno sará l'allegrezza dell'acquisto di lei, che della beffa fatta a Mangone.

FORCA. Or poiché cosí rissoluto l'abbiamo, pensiamo a' mezi.

PIRINO. Poiché hai mostrato tanto ingegno in questa fizione, di' ancora i mezi de' quali abbiamo a servirci.

FORCA. Dove troveremo noi Panfago?

SCENA III.

PANFAGO, FORCA, PIRINO.

PANFAGO. Come stai, Forca mio?

FORCA. Per appicarti.