FILIGENIO. Mangone, a dio.

MANGONE. In buon'ora.

SCENA VII.

PANFAGO, MANGONE, FILACE.

PANFAGO. Padron mio caro, vi rechiamo alcune coselline; se ben poche, l'animo è grande e l'affezione.

MANGONE. Queste son di soverchio assai; m'avete qui condotto meza Raguggia: mi bastavano due salcicciotti, un prosciutto per segno di amorevolezza. Filace, conduci cotesti giovani dentro, discaricagli e dágli alcuna ricreazione: ponigli assai robbe e vino innanzi e lasciagli mangiare a lor piacere.

PANFAGO. Tutto è soverchio, amico caro: basta che bevano una volta per uno. Speditevi tosto.

MANGONE. Mentre costoro si ricreano, noi fra tanto ragionaremo delle cose del mondo.

PANFAGO. A vostro piacere.

MANGONE. Ditemi, di grazia, il nome del padron vostro.