PEDOFILO. Non posso imaginarmi che mio figlio, qual ho sempre conosciuto modestissimo, abbi usato atto cosí discortese.
SINESIO. Non dice cosí Lidia, che, stimandolo Cintio, si ridusse onestamente a trattar con lui.
PEDOFILO. Or, Dio grazia, abbiamo onorata la vergogna. E sappiate che son della famiglia Malvezzi, de' principali di Bologna; non credo che apparentando meco disgradarete di condizione.
SINESIO. Certo che vostro figliuolo ha dimostrato che sia di veri mal vezzi, anzi di mali avezzatissimi.
PEDOFILO. Orsú, questo Malvezzo che ha voluto entrar nell'altrui gabbia per forza, facciamo che sia entrato nella sua.
SINESIO. Orsú, vengane con lui a casa mia, perché ho ammogliato Erasto e tutta la casa è piena di allegrezza, e faremo al fratello e alla sorella una festa commune.
PEDOFILO. Non mi donarete tanto tempo che si faccia le vesti da maschio, perché non ha se non vesti da donna?
SINESIO. Faremo che le sue vesti si dieno a Cintia e quelle di Cintia a lui; ché se le vesti han servito prima per finzioni e inganni, or servino da dovero.
PEDOFILO. Cosí si faccia: andrò a casa e vi condurrò Amasio per l'uscio di dietro.—O Dio, sia tu lodato in sempiterno, ché non pensava con sí poco travaglio passar da un tanto affanno a sí tranquilla quiete!