ARREOTIMO. Qual può esser maggiore?
DULONE. Cintia vi manda a dir che, per temprarvi il dolore di non aver
Cintio che pensavate, ma una femina Cintia, e ché non vi dogliate di
Ersilia, la sua madre, e di lei, v'ha partorito un bel maschio.
ARREOTIMO. Ed è ella infantata?
DULONE. Infantatissima e di un graziosissimo bambino.
ARREOTIMO. O Dio, quanto son oltremisura allegro! O soprana bontá, quanti sono i favori che oggi tu mi concedi! dolevami di aver una femina, poi di averla perduta; or ho una figlia e un nipote di lei. Mi par mille anni di riveder l'una e l'altro, ché, dubitando di non averla a veder in eterno, sto con uno accesissimo desiderio di rivederla.
DULONE. Ascoltate tutta l'ambasciata.
ARREOTIMO. Non posso ascoltare, vieni ché me la dirai poi dentro.
DULONE. Spettatori, Amasio è giá in casa, e questa sera si faranno le feste magnifiche e sontuose. Non usciranno piú fuori, ché si sta intorno l'infantata. Se la comedia v'ha piaciuta come l'altre, fatele quell'applauso che solete.
NOTA: abbiamo così trascritto il corsivo e lo __spazieggiato__.