PEDOFILO. A che effetto cotesto?
SINESIO. … E sapete che non ho altro figlio che Erasto, e toltone una picciol parte che darò a Lidia, le restanti mie facoltá seranno di Erasto. Le sue qualitá non bisogna che le dica, ché giá la fama con onorato grido n'ha ripiene l'orecchie di tutta la cittá…..
PEDOFILO. Niuno ve ne dice il contrario.
SINESIO…. E sapete ancora che se i padri amano i figli naturalmente, quando sono poi virtuosi, sono sproni e stimoli alla nostra vita, che ne trapassano insino all'anima, di contentarli. Or ascoltate quanto mi detta il mio desiderio. Vorrei che deste Amasia vostra figlia per moglie ad Erasto, perché ne sta innamorato; ed io vi prometto non far molto conto della dote.
PEDOFILO. Sinesio mio caro, se non compiaccio al voler vostro, molte son le cagioni, delle quali altre ne dirò liberamente altre non lece dire.
SINESIO. Oimè, negarmela cosí alla prima è un principio d'ingiuria!
PEDOFILO. Non fa ingiuria chi onestamente dice le sue ragioni. Il partito è cosí buono che io nol merito: le qualitá del giovane sono veramente riguardevoli. Ma dovete ricordarvi ch'io son da Bologna e non pretendo aver a vivere o a morir in Napoli; e massime ch'ora intendo la parte guelfa nostra contraria esser giá quietata, la vo' maritare alla patria, ché maritandola qui mi sarebbe molto discommodo.
SINESIO. Che val quell'amico che non si discommoda per un amico?
PEDOFILO. Anzi che val quell'amico che cerca il discommodo del suo amico? E vi fo sapere ch'ella non vuol marito napolitano, e in questo io non son per isforzarla altrimenti.
SINESIO. I presenti mutano gli animi feminili: ricami, perle, gioie e vesti le faranno mutar proposito.