CINTIA. Cercavate uno che non si parte da voi mai.
ERASTO. M'amate al solito, eh?
CINTIA. Al solito, perché non si può piú, e salito al colmo non si può piú crescere.
ERASTO. Non so come stiate di mala ciera, Cintio mio, e con un ventre gonfio: patite forse d'oppilazione o d'idropisia?
CINTIA. Di cuor piú tosto; e i dolori son fatti meco sí familiari che non si partono da me mai e mi tengono oppresso cosí di corpo come d'animo. Ahi, ahi!
ERASTO. Voi sospirate: certo che sète innamorato, e gli occhi ve lo manifestano.
CINTIA. Ragionamo d'altro, di grazia.
ERASTO. Se non ragionamo de' nostri amori, di che ragioneremo noi?
CINTIA. Dite il vero, ché a niuno appartengono quanto a noi.
ERASTO. Quante dolcezze e gioie ho conseguito in questa vita, tutte l'ho conseguite per vostro mezo.