MITIETO. Voi sapete ch'ogni padre desia vedere i nepoti, e massime chi è padre di un solo.

CINTIA. Non vedrá mai mio padre, dandomi moglie, da me generar figliuoli.

MITIETO. Che sète forse ammalato? Voi sapete che son stato vostro balio, e l'affezion grande, che v'ho portata da picciol bambino, s'ha occupato il luogo della natural creazione, che mi posso dir vostro padre: se vi nascondete da me, a chi dunque nel mondo vi palesarete?

CINTIA. Mitieto, quando arai intesi i miei guai, a te dispiacerá di avergli intesi e a me d'avergli raccontati: però per tôrre all'uno e all'altro questo travaglio sará meglio ch'io taccia e soffrisca.

MITIETO. Manifestate il vostro male, ché l'infirmitá conosciuta si può rimediare, ma la taciuta va sempre di male in peggio.

CINTIA. Dimmi, posso fidarmi io di te?

MITIETO. Questa domanda è un'occolta maniera di notarmi d'infedeltá, poiché dubitate se debbo tacer cosa che son tenuto per debito a tacere.

CINTIA. Oimè, che tremo e mi vergogno palesare il mio secreto! Sappi,
Mitieto mio caro, ch'io son femina.

MITIETO. Femina? ed è possibil questo?

CINTIA. Cosí non fusse mai stato!