BALIA. Credegli, figlia, credegli, ch'io verrò teco in compagnia, ché non dandovi la fede cosí da presso non vi manterrá quanto v'ha promesso.
LIDIA. Ecco, ne vengo a voi.
DULONE. (Non calar giú, Lidia, ché costui è un cattivello, e si t'ará le mani adosso, non so come andrá la cosa poi).
AMASIO. (Amasio, non perderti d'animo, desta in te stesso l'ardire: ché se mi scappa questa ventura dalle mani, mi morrò di dolore, avendo lasciato di far cosí bell'opra).
LIDIA. Eccovi la mia fede.
AMASIO. Vita dell'anima mia, la fede senza il bacio non val nulla.
LIDIA. Questo è stato soverchio; orsú, tiratevi indietro, ché è mal cosa star l'esca appresso al foco. Dove mi spengete? di grazia, non fate oltraggio all'onor mio.
AMASIO. Non sète voi mia moglie? non posso far di voi quel che mi piace?
LIDIA. Se voi volete esser cosí mio come io son vostra, non bisogna far altra violenza; ché cosí facendo mostrate il poco amore. Balia balia, aiutami, dove sei?
BALIA. Son qui impedita; verrò or ora. E che pensiate che sia ciò?