CAPITANO. Ti mostravi assai schivo di darmi tua figlia per isposa, che non l'accetterei per una fante di cucina: io te la renunzio ancorché sapessi che per me ne avesse a crepar di martello. Adio. PEDOFILO. Va' va'.
ERASTO. Ma ecco la balia di Cintio, viene a tempo: questa è pur stata mezana de' nostri amori.
SCENA III.
BALIA di Cintia, ERASTO, PEDOFILO.
BALIA. (Veggio Pedofilo ed Erasto che gareggiano insieme. Iddio mi aiti!).
ERASTO. Balia balia, vien qui per amor mio!
BALIA. (Oimè misera, dove sono inciampata! o terra, apriti e divorami! adesso fia per discoprirsi il tutto. O figlia, dove m'hai tu ridotta!).
ERASTO. Vien qui tosto, di grazia.
BALIA. Vo in fretta per un servigio di grandissima importanza. (O Dio, come potrei scampare?).
ERASTO. Non può esser di maggior importanza di quello che si tratta ora.