ERASTO. Fermati un altro poco.—E la notte passata non è giaciuta meco dalle due ore insino all'alba?
BALIA. Vero vero.
PEDOFILO. Falso, arcifalso, falsissimo, e ne menti centomila volte per la gola, vecchia falsa, strega, ruffiana! Mira qua se tra noi v'è questo vicolo in mezo: in qual muro avete voi fatto il traghetto? Se dalle due ore di notte ha dormito in mia camera insino a giorno, come fu in braccio di costui? Come ardisci tu dir che sia pregna, se il suo ventre è piú ritirato in dentro che non è il mio?
BALIA. Adio adio, signori.
PEDOFILO. Mira che testimoni! Ma per mostrarvi che quanto dite di mia figlia è tutto falso, son uomo di farla calar qua giú e che tu veggia con gli occhi propri che non è pregna.
ERASTO. Di grazia, fatela calar qua giú, ché farò ch'ella confessi il tutto in vostra presenza; ché giá non è piú tempo di tenersi nascosto il fatto.
PEDOFILO. O di casa, fate che cali qua giú Amasia per cosa che importi assai.—Che pregne? che sposi? che traghetti? imparate di grazia ad esser piú continenti nel parlare.
ERASTO. Vi prego che voi tacciate: lasciate ragionar a me primo, ché forse vergognandosi della vostra presenza non volesse accertarlo.
PEDOFILO. Farò come volete. Eccola che giá viene.