PARDO. Ed io vi ricevo con miglior volontá.

BALIA. Vi priego per l'antica amicizia che è stata fra noi, per la vicinanza e per l'etá vostra veneranda, che piacciavi darmi udienza per poco tempo.

PARDO. Balia mia, ho gran piacere che me si porga occasione d'impiegarmi ne' tuoi comandi, per aver tanto tempo conversato fra noi domesticamente, come buoni vicini.

BALIA. Vengo a scoprirvi alcuni secreti di Orgio, che v'importano, poiché egli per i suoi mali trattamenti non mi dá cagione che gli abbia a nascondere.

PARDO. Mala cosa è porsi fra dua che son stati gran tempo amici; che, raffreddatosi quell'impeto della colera, si riconciliano insieme e restano poi nemici i mezani.

BALIA. Non ci è luogo di riconciliazione piú, né che speri mai piú entrar in casa sua, poiché egli mi ha dato delle bastonate cosí sconciamente.

PARDO. Se ben v'ha trattato male per ira, giá non ne morrai per questo.

BALIA. Orgio, dopo la servitú di trent'anni, mi paga con prezzo di tanta ingratitudine.

PARDO. Ma che sète per dirmi?

BALIA. Sappiate che Cleria, che vi fu rapita da turchi, e vi costò tanti dinari a riscattarla, non è vostra figlia, ma è Sulpizia, figlia di Filogono; e quella Sulpizia, che è in casa nostra, è Cleria vostra figliuola.