ATTILIO. (Mira la fortuna, a che ponto ha condotto costui di Turchia).

PARDO. … Dice che quella è Sofia, serva d'un allogiator in Vineggia: l'ho fatto affrontar insieme, e ce l'ha mantenuto in faccia.

ATTILIO. (Siamo spediti, non v'è piú rimedio. Trinca è perduto d'animo).

TRINCA. Padron, è cosí vero quanto v'ho detto, quanto l'amor che vi porto; e se trovarete il contrario, vo' che mi ponghiate in galera.

PARDO. Senza il tuo volere, ti ci porrò.

TRINCA. Vien qua tu: come tuo padre ha detto una buggiarda buggia? rispondimi. Vedete che tace.

PARDO. A che ti affatichi parlargli? non risponde, perché non intende l'italiano.

TRINCA. Gli parlerò in turchesco. Tu non mi scapperai. Cabrasciam ogniboraf, enbusaim Constantinopla?

ATTILIO. (O buon Trinca, o illustrissimo Trinca).

TURCO. Ben belmen ne sensulers.