CAPPIO. La tua Altilia in Napoli e in casa tua, e cose maggior di queste.
GIACOMINO. Che cose ponno essere maggior di queste?
CAPPIO. Che dormirete insieme questa notte.
GIACOMINO. Eh, Cappio mio, parla presto, ché tu mi strangoli piú che non farebbe un cappio di manigoldo.
CAPPIO. Per dirtela in breve, il pedante va in Roma, ed ha mandato
Lardone innanzi, al Cerriglio, a preparargli l'albergo, ché vien con
Lima ed Altilia. …
GIACOMINO. Che ha a far questo con la mia felicitade?
CAPPIO. … Abbiam concertato con Lardone che, in luogo del Cerriglio, la porti in casa vostra accomodata in foggia di taberna.
GIACOMINO. E come in cosí brevi parole rinchiudi cosí gran contento?
Dimmelo piú distesamente.
CAPPIO. Ve lo dirò per strada. Diamo mano a' fatti: andiamo a comprar galli d'India, polli, piccioni e fegatelli; e prepariamo l'osteria, che fra poco tempo saranno in Napoli.
GIACOMINO. O cuor del mio spirito, o spirito dell'anima mia, o spirito ed anima del mio cuore, ti vedrò forse oggi e senza forse in Napoli ed in casa mia?