PSEUDONIMO. So ogni cosa tanto bene che lo potrei insegnare a voi, e occorrendo rispondere ad alcuna cosa che io non sappi, non sarò tanto goffo che non sappia risolvermi.
GIACOMINO. Andiamo verso il Cerriglio, ché lo troveremo. Intanto io andrò rammentando l'istoria, i nomi e i segni delle persone.
SCENA VI.
LIMOFORO, CAPITANO, PEDANTE, GIACOCO.
LIMOFORO. Poiché il Regente ci ha favorito nella giustizia e ordinato che si cerchi la casa di Giacoco, e ritrovandovisi Altilia e la balia, si menino a casa nostra, e Giacomino in Vicaria; se avanzarete di diligenza in esseguir questo mandato, noi avanzaremo nel premio di quel che vi si deve.
CAPITANO. Mostratemi la casa e vedrete ch'io vi servirò di buona voglia e di miglior fede. Ma siate sicuro che Giacoco è un grand'omo da bene.
LIMOFORO. Per questa volta la bontá del padre poco valerá alla cattivitá del figlio.
PEDANTE. Me subscribo alla vostra sentenza.
LIMOFORO. Maestro, mostratici la casa.
PEDANTE. Ecco la malefica, prestigiosa, personata e larvata taberna che parvo tempore, instantulo, si metamorfeo in casa d'un viro probo; che se fosse nell'etá degli errabondi circumvaganti cavalieri di Gallia, direi che fosse un de' palaggi incantati di Amadis de Gaula, ove io con ludibriosa ludificazione, merente e lamentabile, ne fui expulso. Tic, toc.