TEDESCO. Duie ducate per le vine bevute, mez ducate per la stanza delle donne e mez altre per il buon pro vi fazze.
LIMOFORO. Eccoli.
ANTIFILO. Maestro, come dite che vi sieno state trabalzate le donne, se le trovate nel luogo dove le lasciaste?
LIMOFORO. Non ci ha detto Lardone che Giacomino l'avea ricevute in casa sua, mettendo la sua casa in taberna?
PEDANTE. Io resto absorto e trasecolato: cose da insanire! Ma avendo la mia figlia, son compote d'ogni mio desiderio.
ANTIFILO. Certo, che saranno invenzioni di Cappio; ma pur che abbiamo le donne, non si parli piú del passato.
SCENA VIII.
ALTILIA, LIMA, PEDANTE, LIMOFORO, ANTIFILO.
ALTILIA. O caro mio padre, come m'avete abbandonata cosí sola e con tanto mio poco onore? ché, se non avesse avuta la mia balia meco, m'avreste trovata morta di dispiacere.
PEDANTE. Ecco che non m'ave abbandonata l'opifera speme, che giá era per essalar l'anima! Tanto timor m'avea invaso d'averti smarrita che stimava mai piú vederti; or possedo quanto l'animo mio ha concupito.