EUGENIO. Ma sono tanto assassinato dalla sorte che vorrei incrudelirmi contro me stesso; e se fosse altri che mio padre, con le mie mani me lo torrei dinanzi.

LELIO. Vogliam perciò disperarci? bisogna ovviar con qualche rimedio.

EUGENIO. Cricca, speriamo in te: insegnaci ché siamo tuoi discepoli.

CRICCA. Non bisogna sperar se non nella fortuna, la qual suol trovar modo di sollevar l'uomo ne' maggiori suoi travagli quando manco si pensa, e abbassa chi sta piú al sicuro.

EUGENIO. Cricca, sopporti che la miglior perla cada in bocca al piú tristo porco?

LELIO. O fatiche, o passi sparsi, e sparsi poi tanto amaramente!

EUGENIO. Che dici? che pensi? parla un poco.

CRICCA. Qui non bisogna pensar molto né parlar assai: la cosa istessa ci apporta rimedio; e se son contrario al padron, mi perdoni, ché mi par cosa fuor di servitú lasciar di servir i giovani che hanno a vivere piú longo tempo, per servir vecchi che hanno a morire fra poco.

EUGENIO. Cavami da cosí gran pericolo.

CRICCA. Sarebbe veramente gran pericolo se non fussimo avisati; ma sapendo il tutto, cessa il pericolo.