EUGENIO. Eccomi prontissimo a servirvi.

ARTEMISIA. Che mi doniate i vostri guanti; ché baciando quelli mi parrá di baciare le vostre mani, e vestendone le mie mani parrammi che tenga strette le vostre mani.

EUGENIO. Eccoli; e date a me i vostri in ricompensa, acciò io senta quella medesima dolcezza de' vostri, che voi dite sentir de' miei.

ARTEMISIA. Eccoli: e piaccia a' cieli che come abbiamo scambiati i guanti, cosí abbiamo scambiati i cuori, che come il mio è fatto suo, cosí il suo sia fatto mio.

CRICCA. Finiamola, signor Eugenio, andiamo via.

EUGENIO. Ahi, che dura dipartita!

SCENA VIII.

ARTEMISIA, SULPIZIA giovane.

ARTEMISIA. Signora Sulpizia, vi bacio le mani.

SULPIZIA. O signora Artemisia, perdonatemi, ché non v'avea visto.