PANDOLFO. Non mi dispiace il tuo pensiero e son disposto seguirlo.
CRICCA. Ma il punto sta e l'importanza del negozio in saper fingere il colerico, la stizza e il disgusto, e gridar alto e terribile.
PANDOLFO. Lascia fingere a me, e se nol faccio naturale, mio danno, cinquecento ducati. Cacasangue! mi farò uscir i gridi fin dalle calcagne; ma bisogna che tu m'aiuti a dar ragione.
CRICCA. Non mancarò: nelle mani vostre sta il guadagnare e il perdere cinquecento ducati se saprete ben fingere.
PANDOLFO. Non piú, ché non intenda quanto ragioniamo. Ma eccolo che viene fuori.
SCENA II.
ALBUMAZAR, PANDOLFO, CRICCA.
ALBUMAZAR. Pandolfo, ecco, fra poco spazio avrete trasformato il vignarolo.
CRICCA. Non è dunque trasformato del tutto?
ALBUMAZAR. È giá trasformato tutto il corpo, ma un solo piede e le mani li mancano.