SCENA III.
OLIMPIA, BALIA, MASTICA.
OLIMPIA. Balia balia!
BALIA. Figlia eccomi, ferita dell'anima mia!
OLIMPIA. È qui Mastica? ecci alcun per le fenestre o per la strada che mi veggia?
BALIA. Non appar anima nata. Accostati, Mastica.
OLIMPIA. Mastica!
MASTICA. Padroncina mia dolce!
OLIMPIA. Ricordati che non ho mai lasciato far cosa per tuo servigio, però ti priego m'aiuti in questo mio estremo bisogno.
MASTICA. Son vivo per amor vostro, ché sarei morto di fame mille volte; e per farvi piacere starei un giorno intiero in tavola a mangiare sempre e mi beverei un baril di vino ad un fiato, se ben andassi a pericolo di scoppiare.