MASTICA. (E di discorso ancora).

SQUADRA. Perché questo apparecchio, padrone?

TRASILOGO. Questa sera mi sposerò con Olimpia, che iersera me lo fe' intendere la madre; e tu sai bene come io sia morto e sbudellato per amor suo.

MASTICA. (Tanto abbi l'anima quando l'arai!).

SQUADRA. È pur contenta Olimpia, e quando venne di Salerno ne stava cosí ritrosa!

TRASILOGO. Ella fingeva cosí per fare mona Onesta con la madre; ma ella si strugge e spasima per amor mio. Oh, non sarebbe una sciocca se ricusasse me per qualsivoglia? non sono io il primo uomo del mondo?

MASTICA. (Costui deve essere Adamo. Ma il pecorone s'è ricordato di tante cose e non ha fatto ancora parola della cucina).

TRASILOGO. Ascolta, m'era dimenticato il meglio: fa'…

MASTICA. (Che s'apparecchi benissimo da desinare).

TRASILOGO…. che si cuopra quel mio ritratto che sta in quello atto fantastico e bizzarro e con quegli occhi sfavillanti, ché sarebbe impossibile che vedendolo Olimpia, che è una fanciulla, non le venghi lo spasimo. Ho tanta virtú in questi occhi che stando irato non è persona di sí intrepido core che vi possa fissar lo sguardo….