LAMPRIDIO. Eccoti dinari, spendi ciò che tu vuoi, non me ne render conto.

PROTODIDASCALO. È stato supervacuo admonircelo, egli lo fa indesinenter; non è oggi il primo giorno che cognovisti eum.

MASTICA. Ricordati dimandar quello che ti ho detto, per mostrar che sei figlio a Teodosio.

LAMPRIDIO. Non me lo dir piú, ché lo so cosí bene che ricordandomelo piú, me lo faresti smenticare.

MASTICA. Tu sei tutto mutato di colore.

LAMPRIDIO. Questa insperata speranza d'allegrezza m'ha tolto fuor di me stesso. Non so che m'abbi: cuor mio, sta' fermo; tu par che non mi capi nel petto, tu dibatti cosí forte come se ne volessi saltar fuori.

MASTICA. Con questo colore tu saresti piuttosto per sconsolarle che rallegrarle con la tua venuta.

LAMPRIDIO. Farò migliore viso se posso. Va' tu presto e recami da vestire.

MASTICA. Lo farò. Io entro prima, darò la buona nuova e le farò uscir fuora a riceverti.—O di casa, allegrezza allegrezza, mancia, buona nuova!

SCENA II.