LAMPRIDIO. Voi fingete cosí, ma non sète quelli che dite. Andate a ritrovare il capitano e ditegli da mia parte che è stato tardi, ché il vero Eugenio è prima gionto del suo falso.

EUGENIO. Chi è questo Eugenio?

LAMPRIDIO. Io son desso.

EUGENIO. Di chi sète figlio?

LAMPRIDIO. Per non tenerti a bada, io son tutto quello che poco anzi costui ha detto che sei tu.

EUGENIO. Voi potete chiamarvi del mio nome ed esser figlio a Teodosio, ma non potete esser me giamai.

LAMPRIDIO. Mirami un poco in viso. Sta' fermo. Non vedi che diventi rosso e che cominci a tremare?

EUGENIO. Vi paio io uomo da tremare se ben sto mezzo nudo?

LAMPRIDIO. Come sei venuto cosí appunto oggi come io? Siamo ancor noi andati per lo mondo e sappiamo di malizia la parte nostra.

EUGENIO. Che volete dir per questo?